I DINTORNI

Scopri la città

Siamo nel quartiere Regola, nel cuore del centro storico, tra Trastevere, Campo di Fiori, Piazza Navona e basta fare pochi passi per avere subito qualcosa di notevole da ammirare. Non importa quale sarà la vostra direzione qualsiasi essa sarà,  farete  un percorso ricco di meraviglie e di cose interessanti da vedere e scoprire.

L’ area intorno all’appartamento è  estremamente ricca di testimonianze e monumenti , sia civili che religiosi. Si può cominciare con una visita a Palazzo Spada, o con una  passeggiata lungo Via Giulia, l’affascinante  Piazza Navona, Campo di Fiori, il Pantheon, Palazzo Farnese o la Cappella Spada nella chiesa di San Girolamo alla Carità  una delle più sensazionali cappelle marmoree di Roma. E via via a scoprire tutti i tesori di Roma, tutti facilmente raggiungibili con una breve passeggiata.

 

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PALAZZO SPADA 

Già dalle finestre dell’appartamento è possibile  ammirare la splendida facciata di Palazzo Spada. Il magnifico edificio,  che  prende  il nome dalla famiglia Spada; in realtà fu fatto edificare nel corso del Cinquecento dal cardinal Girolamo Capodiferro  che ne aveva affidato il progetto all’architetto Bartolomeo Baronino.
.La ricchissima facciata mostra una serie di nicchie con statue che rappresentano gli Uomini Illustri dell’antica di Roma, tra i quali Traiano, Pompeo, Fabio Massimo, Romolo, Numa Pompilio, Marco Claudio Marcello, Giulio Cesare ed Augusto e con al centro, lo stemma degli Spada mentre All’ultimo livello ci, sono  le tavole che riportano in latino le gesta  degli eroi romani. Le ricche decorazioni in stucco di i Palazzo Spada lo portano ad essere uno dei maggiori simboli dell’architettura del Rinascimento a Roma. Da non perdere  il Giardino Segreto con la Prospettiva del Borromini  realizzata dall’artista nel 1653. Una sequenza di colonne di altezza decrescente ed il pavimento che si alza, generano l’illusione ottica di una galleria lunga 37 metri (mentre è di 8) con una scultura, in fondo, che sembra a grandezza naturale mentre in realtà è alta solo 60 centimetri.

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Nel cortile sono collocate le statue di Ercole, Marte, Venere, Giunone, Giove, Proserpina, Minerva, Mercurio, Anfitrite, Nettuno e Plutone. Il palazzo ospita anche una colossale scultura di Pompeo Magno, ritenuta essere quella ai cui piedi cadde Giulio Cesare. All’interno il  cinquecentesco Palazzo Capodiferro, ospita  la Galleria Spada oltre a conservare opere di Guercino, Baciccia, Orazio Gentileschi, Artemisia Gentileschi, Guido Reni, Tiziano, Brueghel il Vecchio  ha un’importante collezione di pittura barocca sculture antiche, arredi e mobili d’epoca, che conferiscono  a questo luogo un fascino unico.

Galleria Spada
Piazza Capodiferro 13 00186 Roma

Orari
Lunedì/domenica ore 8.30 – 19.30
Chiuso martedì.

La biglietteria chiude sempre alle ore 19.00
La prenotazione non è obbligatoria per gruppi inferiori a 10

PALAZZO FARNESE

Palazzo Farnese domina la celebre Piazza Farnese, abbellita da due fontane gemelle ad opera di Girolamo Rainaldi. (Piazza Farnese dovrebbe essere un’oasi di pace, in quanto isola pedonale, purtroppo le regole non vengono rispettate e quotidianamente   subisce l’invasione di ogni tipo di automezzo).
I lavori per la costruzione di Palazzo Farnese cominciarono nel 1517 per volere del cardinale Alessandro Farnese (futuro Paolo III nel 1534) e portati avanti da Antonio da Sangallo il Giovane a cui seguirono Michelangelo il Vignola, ed ultimati da  Giacomo Della Porta.

 

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Il prospetto posteriore si deve al Della Porta e al Vignola mentre le facciate sulle vie laterali e sulla piazza si devono a Sangallo il Giovane. Michelangelo invece portò a termine il cornicione, Palazzo Farnese è stato  ribattezzato “Il Dado” per la sua forma.
L’atrio è composto da una larga navata centrale e da due laterali più strette divise da antiche colonne di granito originarie degli scavi delle Terme di Caracalla.
Lo Scalone. Questa scala porta al piano superiore, quello nobile. E’ uno scalone formato da maestose rampe che permettono una magnifica ascensione.
Il Salone Rosso. All’epoca chiamato “salone dei filosofi”, questo ambiente ospitava fino al 1787 i busti antichi di filosofi e poeti greci. Questa collezione attualmente si trova al Museo Archeologico di Napoli.

Il Salone Bianco definito come la “Camera della Regina Cristina” che vi soggiornò fra il 1655 ed il 1656. Il soffitto a cassettoni porta le armi del Cardinale Odoardo Farnese.
IL Salone Giallo e quello delle Firme
. Il soffitto a cassettoni di questo salone è decorato con lo stemma del cardinale Alessandro e con quattro simboli che fanno riferimento alla famiglia Farnese ovvero Pegaso, una nave, i gigli farnesiani e uno scudo. Nel Salone delle firme ci sono gli affreschi che il Domenichino realizzò nel 1603 che raffigurano i miti di Apollo e Giacinto e la morte di Adone e Narciso che poi si trasformarono in fiori: il giacinto, il narciso e l’anemone. Questo motivo è collegato alla famiglia Farnese.

Il Camerino Farnese. La prima opera del Carracci a Roma fatta su commissione di Odoardo Farnese è il gabinetto del cardinale, detto anche Camerino Farnese. Il soffitto a volta abbellito con affreschi tra il 1595 e il 1597 rappresenta le virtù del cardinale mostrato come un principe filosofo. Questa opera è conservata attualmente nella galleria del Museo di Capodimonte di Napoli.
La Galleria Farnese. La Galleria è l’ambiente più famoso di Palazzo Farnese. Fu affrescata da Annibale Carracci, Agostino Carracci e dal Domenichino tra il 1597 e il 1604. La Galleria è stretta (all’incirca sei metri) e lunga poco più di venti. Le decorazioni della volta hanno come tema gli amori degli dei e sono tratte quasi esclusivamente dalle Metamorfosi di Ovidio. La parte centrale ritrae il corteo nuziale con il Trionfo di Bacco e Arianna su due carri trainati da tigri e accompagnati da figure danzanti.
Il Salone d’Ercole. Questa sala prende il nome dalla statua di Ercole che per secoli è stata presente qui prima di essere portata al Museo Archeologico di Napoli insieme a tutta la collezione Farnese.

Dal 1871 Palazzo Farnese è sede dell’Ambasciata di Francia.

Orari di Apertura

E’ possibile Visitare Palazzo Farnese prenotando sul sito:
www.inventerrome.com/index.php/it/visitare-palazzo-farnese.
Le visite sono proposte in francese, in italiano o in inglese

La prenotazione è obbligatoria

Indirizzo: Piazza Farnese 00186 Roma
Orari di apertura:
mercoledì e venerdì pomeriggio.

Si possono  visitare: l’atrio del Sangallo, il cortile, il giardino, il Salone d’Ercole e la galleria dei Carracci.

Le visite sono condotte da una guida professionista.

Il costo della visita è di 11 € a persona.

Distanza: 200 m  2 minuti

CAMPO DI FIORI

Campo de’ Fiori è una delle piazze più famose di Roma.

Possiamo dire che Campo de’ Fiori ha due volti: al mattino è un mercato popolare dove risuonano le voci dei romani che vendono frutta e verdura; di sera è una piazza animata, soprattutto dai giovani, attratti dai numerosi locali che circondano la piazza.
L’attuale mercato di Campo de’ Fiori esisteva già nel Quattrocento ed era sede di locande per pellegrini e mercanti, oltre che dimora di cortigiane.

 

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Un po’ di storia

La tradizione popolare vuole che il nome di questa piazza faccia riferimento a Flora, donna molto amata da Pompeo, grande generale romano. In realtà è molto più probabile che fu chiamata così verso la fine del ‘300 quando, in seguito all’abbandono, divenne un prato pieno di fiori.
L’edificazione avvenne intorno al 1456 dopo che Papa Callisto III fece pavimentare tutta la zonaCampo dè Fiori divenne così non solo la sede di un florido mercato di cavalli,  ma anche il centro di numerose attività commerciali.  Dopo il Risanamento del 500’, La Piazza, quasi come ai giorni nostri, era un luogo di Osterie, ogni fabbricato nella Piazza come nelle vie adiacenti ne includeva qualcuna insieme ad attività di commercio ed artigianato. Le stradine che confluivano nella piazza divennero simbolo di attività commerciali che ancora oggi ne riportano la toponomastica abbiamo così: Via dei Baullari, che raggruppava le botteghe dei fabbricanti di bauli e valigie, Via dei Giubbonari, fabbricanti di giubbotti, e così per tutte le altre vie Via degli Straderari, dei Cappellari, dei Giubbonari, dei Chiodaroli, dei Cartari, Dei Pettinari, dei Chiavari.

 La piazza era anche il luogo dove si tenevano le esecuzioni capitali, come ci ricorda la statua  di Giordano Bruno posta al centro della piazza. Che qui  fu bruciato  nel 1600 con l’accusa di eresia.

Campo di Fiori dal Tramonto
Con il calare del Sole, Campo de’ Fiori cambia volta ed diventa una delle zone preferite per cenare o semplicemente per un aperitivo. (Un suggerimento scegliete con attenzione il ristorante ce ne sono molti di ottimi ma tantissimi da evitare). 

Curiosità: Una delle personalità legate alla storia di Campo de’ Fiori fu Giovanna de Candia dei Cattanei, soprannominata Vannozza, famosa amante di Alessandro VI Borgia. Vannozza diede al Pontefice tre figli tutti tristemente famosi: Cesare Borgia, che ispirò il “Principe” di Macchiavelli, Lucrezia, accusata di intrighi sanguinosi, e il terzo Giovanni, morto in circostanze misteriose, tra cui quella probabile che fu lo stesso fratello ad ucciderlo. Vannozza fu la proprietaria di una delle Locande più famose in Campo de’ Fiori la “Taverna della Vacca”.  Famosa anche perché si dice fosse frequentata da prostitute. La taverna oggi non esiste più, ma alla fine del vicolo del Gallo, in un edificio del Medioevo si può notare lo stemma di Vannozza affisso sul muro.

Distanza: 200 m  2 minuti

PIAZZA NAVONA

Piazza Navona capolavoro del Barocco romano

Piazza Navona è una delle più belle piazze di Roma e vi confesso la mia preferita, specialmente di notte.

Piazza Navona è una piazza molo vissuta. Ed a qualsiasi ora vi trovate c’è gente. Per questo vi consiglio di venirci di notte od al mattino presto se volete godere appieno della sua bellezza. Ma anche al tramonto, Piazza Navona è uno dei luoghi più belli dove trovarsi.

 

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La piazza è delimitata dagli edifici che sorsero sui resti dell’antico  Stadio di Domiziano, di cui la piazza conserva  la forma e le dimensioni. I resti di questa antica struttura si trovano a 5-6 metri al di sotto dell’odierno piano stradale ed è possibile ancora vederli ed anche visitarli.  Nello Stadio che  Domiziano fece costruire nell’86 d. C. si svolgevano gare di atletica e corse di cavalli. E nei secoli  Piazza Navona è stata teatro di feste popolari, corse e giostre.  Il nome moderno della piazza deriva dal termine Agones che in latino vuol dire appunto “giochi”.

L’attuale aspetto di Piazza Navona venne fissato nel XVII secolo quando la nobile famiglia dei Pamphili, che risiedeva in questa zona, assegnò ai più importanti architetti dell’epoca la monumentalizzazione dell’area per farla diventare uno degli spazi più appariscenti della città.

Domina la piazza la chiesa di Sant’Agnese in Agone, iniziata da Carlo e Girolamo Rainaldi e portata a termine dal Borromini, che la rese una delle più magnifiche architetture barocche di Roma. Accanto alla chiesa, si trova il Palazzo Pamphilj, di fronte al palazzo sorge la chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore, già conosciuta come San Giacomo degli Spagnoli, eretta in occasione del Giubileo del 1450.

La piazza è arricchita da Tre fontane: la Fontana del Moro, così chiamata per la statua dell’Etiope che lotta con un delfino, la Fontana de’ Calderari, conosciuta anche come la Fontana del Nettuno, entrambe opere di Giacomo della Porta e, al centro, l’imponente Fontana dei Quattro Fiumi, opera di Gian Lorenzo Bernini. La fontana è immaginata come una grande scogliera di travertino, sugli angoli della scogliera sono collocate le monumentali statue marmoree dei quattro fiumi che rappresentano i continenti allora conosciuti: il Danubio per l’Europa, il Gange per l’Asia; il Nilo per l’Africa, con il capo velato (allusione alle sorgenti sconosciute); il Rio della Plata per l’America.

L’Area Archeologica dello Stadio Domiziano è aperta al pubblico
dal Venerdì al Lunedì 10:00 alle 19:00
Sabato fino alle 20:00

E’ consigliato l’acquisto del biglietto di ingresso direttamente dal  sito. www.stadiodomiziano.com

BIGLIETTI :
Intero € 8,50: 18 – 64 anni (audio guida inclusa)*.
Ridotto € 6,50: 12 – 17 anni / over 65 anni (audio guida inclusa)*.
Junior € 4,50: 8 – 11 anni (audio guida inclusa)*.
Durata della visita con audio guida 40 minuti.

Distanza: 300 m  3 minuti

PANTHEON

Il Pantheon è tra i monumenti storici meglio conservati di Roma

Il nome deriva dalle parole greche pan (tutto) e theon (divino), ed in origine infatti il Pantheon era un piccolo tempio dedicato a tutte le divinità romane. Fu costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C. in sostituzione di un precedente tempio costruito tra il 27 e il 25 su A.C da Marco Agrippa e consacrato a Marte e a Venere. Ancora oggi sulla facciata è possibile leggere la scritta: “M. Agrippa L. F. Cos. Tertium fecit”. Ovvero “Marcus Agrippa Luci filius consul tertium fecit”/“Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta”
 Nel 609, il tempio romano fu convertito in basilica cristiana con il nome di Santa Maria ad Martyres.

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Al suo interno si trovano le tombe di  Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia, oltre a quella di Raffaello Sanzio e Annibale Caracci.
Il tempio è composto da un’aula circolare sormontata  da una cupola emisferica, preceduta da 16 colonne corinzie che sorreggono il timpano. Il soffitto del pronao era di bronzo, ma Papa Urbano VIII nel 1632 lo fece strappare per realizzare un’altra grande opera all’interno della Basilica di San Pietro esattamente il baldacchino dell’altare realizzato dal Bernini. Da qui il detto: “Quello che non fecero i  Barbari lo fecero i Barberini”

Scoprire il Pantheon
Superate le enormi colonne ed il gigantesco portone anch’esso in bronzo, vi troverete all’interno di uno spazio enorme talmente suggestivo che vi lascerà senza fiato, caratterizzato dalla grande cupola emisferica del diametro di 43,3m. Un miracolo architettonico che  rende il Pantheon una sfera perfetta giacché la sua altezza è uguale al suo diametro: 43m e 44cm per 43m e 44cm. Equilibrio e stabilità sono i principi a cui si attenevano gli antichi architetti e che nel Pantheon, sono perfettamente sintetizzati.

L’ Oculus
Sulla sommità della Cupola vi è la grande ed unica apertura di 9 m.  chiamata l’ Oculus  da  dove  arrivano la luce e il calore. Dall’Oculus, un raggio di sole penetra all’interno e ruota a seconda dell’ora del giorno. Nel solstizio d’estate, il raggio di sole  proietta sul pavimento un disco luminoso, del diametro di 9 metri, proprio come quello dell’oculo. Se ne avete l’opportunità  entrate nel tempio a mezzogiorno, quando i raggi del sole provenienti dall’oculus si fanno straordinariamente intensi e creano un effetto davvero unico.

L’Oculo e La pioggia
Da questo foro proviene la luce ma quando piove cade anche l’acqua che però, defluisce rapidamente grazie ai fori sia centrali che laterali sul pavimento che impediscono il formarsi di pozzanghere.

La cupola è stata realizzata mescolando del calcestruzzo a materiali sempre più leggeri, dal travertino alla pietra pomice, via via che ci si avvicinava alla cima. Questo  ha permesso alla cupola del Pantheon di resistere quasi duemila di anni ed arrivare perfettamente intatta fino ad oggi.

ORARI
Da Lunedì a Sabato: ore 9:00 – 19:30
Domenica: ore 9:00 – 18:00;
Festivi: 9:00 – 13:00
Chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio

Il Pantheon è accessibile liberamente e per il momento è senza biglietto di ingresso.
Tenete presente e che il Pantheon è una Basilica e che al suo interno si svolgono funzioni religiose

Indirizzo: Piazza della Rotonda
Sito Web: www.pantheonroma.com
Distanza: 400 m  5 minuti

VIA GIULIA

Un chilometro di storia ed arte        

La Via più bella di Roma si trova nel Rione Regola, il nostro quartiere, è lunga  1 km circa e si snoda parallelamente  al Tevere da Ponte Sisto fino alla chiesa di San Giovanni  Dei Fiorentini. La Via per l’eleganza delle facciate, delle fontane e i suoi scorci caratteristici è considerata la strada più bella di Roma e possiede, custodito all’interno dei palazzi che vi si affacciano, un incredibile patrimonio d’arte e cultura.
Per tutto il suo tracciato ciascun palazzo o chiesa è un pregevole esempio di architettura e ciascuno racchiude numerose ed incommensurabili opere d’arte.

 

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La Storia
Commissionata da Papa Giulio II da cui prende il nome fu realizzata dal Bramante agli inizi del ‘500, via Giulia è  la prima e più lunga strada a tracciato rettilineo. Era stata concepita come un’arteria di collegamento tra tutte le istituzioni del governo pontificio. Lungo via Giulia fecero erigere  le loro dimore i “blasoni” più importanti dell’epoca, dai Sacchetti ai Ricci e ai Chigi e l’area si popolò di giardini, e palazzi. Inoltre Via Giulia divenne  la residenza  di molti artisti che vi insediarono le loro botteghe, vi abitarono Raffaello, Cellini , Borromini. A fare da contraltare ai ricchi palazzi nella parte vicino a Ponte Sisto vi erano, abitazioni di prostitute, ospizi per i pellegrini o per i poveri, istituti assistenziali per orfani e ragazze madri, famosa è via delle Zoccolette che deve il nome proprio alle giovani ragazze che trovavano ricovero in un’ istituto della via.

Nel corso dei secoli la bellissima via si è continuamente arricchita di nuovi di palazzi , chiese, fontane. Fino alla  seconda metà dell’ottocento quando con la costruzione dei muraglioni del Tevere, sparirono le case lungo il fiume, molti palazzi vennero ridimensionati o persino eliminati e con loro  i giardini che li contornavano.
Nonostante questi sconvolgimenti, Via Giulia conserva ancora intatto tutto il suo fascino aristocratico.        

Lungo Via Giulia
Poco prima di raggiungere Ponte Sisto  sulla nostra destra ha inizio la sontuosa   via Giulia che subito  ci introduce nelle sue meraviglie  presentandoci la  Fontana del Mascherone,  realizzata per volontà dei Farnese intorno al 1626. La fontana è costituita da una vasca rettangolare  e un Mascherone  di età romana. Percorrendo pochi metri,  dietro Il cancello al n° 186 si intravede la facciata posteriore di Palazzo Farnese eseguita nella seconda metà del cinquecento dal Vignola. e non possiamo non notare L’arco Farnese, che sovrasta via Giulia e secondo il progetto di Michelangelo, avrebbe dovuto congiungere palazzo Farnese e i suoi giardini alla Villa Farnesina, sull’ altra sponda del Tevere. Dopo l’arco si trova la Chiesa di S. Maria dell’Orazione e Morte, sorta intorno al 1538 nata per dare sepoltura ai “poveri morti”, senza identità trovati in campagna o annegati nel Tevere. La facciata è ricca di colonne e pilastri; le porte e le finestre sono decorate con teschi alati e una targa ricorda “Hodie mihi, cras tibi”, cioè “Oggi a me, domani a te”. Le decorazioni interne manifestano continui riferimenti “macabri” che rimandano sempre alla vita post mortem.

 CHIESE e PALAZZI NOBILIARI

Adiacente alla chiesa di S. Maria dell’Orazione e Morte si trova Palazzo Falconieri, agli inizi appartenuto alla famiglia Ceci e poi attraverso vari passaggi ai Falconieri che ne affidarono il restauro a Francesco Borromini. la Chiesa di Santa Maria degli Orefici, disegnata da Raffaello  ed edificata da Baldassarre Peruzzi. A seguire si hanno una serie di palazzetti tra i quali al n° 167 il palazzo Baldoca-Muccioli e al n° 163 il palazzo Cisterna. Subito dopo, vi è la chiesa di  S. Caterina da Siena, costruita nel 1526 su disegno di Baldassarre Peruzzi. Sul lato opposto, al civico n°4, palazzo Lecca di Guevara. Al n° 16 palazzo Varese, opera di Carlo Maderno. Al n°38 troviamo il portale di palazzo Ghisleri. Al civico n° 65 si trova la chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, di Domenico Fontana. All’altezza di vicolo della Moretta si trova la chiesa dedicata a S. Filippo Neri, detta anche S. Filippino per le sue ridotte dimensioni.

La parte successiva di via Giulia dopo vicolo delle Prigioni, è dominata dal massiccio edificio delle Carceri Nuove. E subito dopo  il carcere minorile voluto da papa Leone XII, progettato dal Valadier, immediatamente dopo il Museo Criminale curioso ed interessante museo dedicato ai più efferati crimini e criminali. Al civico n° 59 si trova la chiesa di S. Maria del Suffragio, progettata dal Rainaldi. All’angolo con via dei Bresciani e vicolo del Cefalo si trova un edificio apparentemente stravagante, in quanto caratterizzato da alcuni filari di grandi pietre e da sedili rivolti verso la strada e noti a Roma come “I sofà di via Giulia”: si tratta dei resti dell’incompiuto palazzo dei Tribunali della Curia, progettato dal Bramante. Non Mancate fra le altre cose di visitare l’auditorio del Confalone nell’omonima via. e la Cappella Spada in Via di Monserrato, 54-58

Tornando su Via Giulia Al n° 64 si trova la chiesa di S. Biagio degli Armeni.   Al n° 66 il  palazzo Sacchetti, forse il più pregevole palazzo di via Giulia, fatto costruire da Antonio da Sangallo il giovane, che vi abitò fino all’anno della sua morte nel 1546. Sul lato opposto, il seicentesco palazzo Ricci Donarelli, e al civico n°85 si trova quella che la tradizione considera la casa di Raffaello “ma si tratta  solo di una leggenda”. Al civico 79,  il cinquecentesco palazzo Medici Clarelli, anch’esso progettato da Antonio da Sangallo il Giovane.

Alla confluenza di via Giulia con piazza dell’Oro si erge la chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini. Il progetto della chiesa è di Jacopo Sansovino, che iniziò la costruzione ai primi del 1500. La chiesa richiese un secolo per essere completata e fu continuata, infatti, da Antonio da Sangallo il Giovane, da Giacomo Della Porta e da Carlo Maderno, al quale si deve la caratteristica cupola (1614) di forma allungata, per cui i romani la battezzarono “il confetto succhiato.

 A Via Giulia non esistono i marciapiedi, in compenso la strada è pavimentata a sampietrini che ne aumentano il fascino ed il carattere d’epoca. L’unico inconveniente è che quando piove, la via diventa tutta una pozzanghera.
Proseguendo  oltre di Via Giulia si raggiungono la Basilica di San Pietro  che era lo scopo iniziale che aveva dato vita al progetto, e Castel Sant’Angelo.

Distanza 150 metri   2 minuti

CASTEL SANT’ANGELO

Il Mausoleo di Adriano

Castel Sant’Angelo è un altro simbolo di Roma., Realizzato dall’imperatore Adriano nel II secolo d.C. come mausoleo per sé e per la propria famiglia, Il Castello mantenne questo suo ruolo originario  fino al 403 d.C.  mentre  l’ultimo imperatore ad esservi stato sepolto fu Caracalla, nel 217 d.C. . Nei secoli il Castello ha vissuto una serie infinita di trasformazioni che nei secoli da tomba lo hanno portato ad essere  fortezza, luogo di prigionia, tribunale, residenza rinascimentale e, oggi, museo. Trasformazioni che gli hanno permesso di arrivare  integro fino ai nostri giorni. Intorno al 1300, Papà Niccolò III  (un Orsini)  fece il realizzare il Passetto di Borgo, un passaggio segreto  sopraelevato che collegava il  Castello con  il Vaticano,  attraversando  il Borgo. Questo corridoio fortificato di 800 metri di lunghezza, permetteva al capo della Chiesa di rifugiarsi all’interno del castello, quando e se necessario.
A partire dal 1400, Castel Sant’Angelo iniziò ad essere abbellito. Furono aggiunti cortili, loggiati e gli appartamenti papali con decorazioni lussuose.

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Il Castello si articola su ben 7 differenti livelli sovrapposti. Un susseguirsi di cortili, bastioni, terrazzi, sale interne, loggiati, prigioni. Tra questi, Il cortile del Salvatore, il cortile delle fucilazioni, il cortile dell’Angelo, le Sale di Clemente VIII, il cortile di Alessandro VI, Il cortiletto di Leone X ,e gli  appartamenti privati di Clemente VII. La Sala Paolina con gli affreschi realizzati da Perin del Vaga e  le altre sale come quella di Amore e Psiche, del Perseo, dei Festoni, del Tesoro, delle Colonne e della Rotonda. IL mausoleo di Adriano è posto 3 metri sotto terra al cui centro troviamo la Sala delle Urne. Nelle “segrete del Castello” si trovano il parlatorio e le anguste celle dove venivano rinchiusi i prigionieri.
In una di queste, è stato rinchiuso Benvenuto Cellini . Suggestiva è anche la Sala della Giustizia dove venivano sentenziate le condanne a morte. Qui, Clemente VIII decise la pena di morte per Beatrice Cenci e il supplizio di Giordano Bruno.
Visitando il castello, è possibile passeggiare lungo i possenti bastioni a picco sul fiume ed ammirare un bel panorama. Celebre è la terrazza dell’Angelo così chiamata poiché vi era stata posta una colossale statua dell’Arcangelo Michele. La Terrazza, sulla quale svetta la statua dell’Angelo con accanto la campana, i cui funesti rintocchi annunciavano le condanne a morte, è il luogo nel quale è ambientato il suicidio di Tosca, personaggio dell’omonima opera di Puccini, che da qui si gettò dopo l’uccisione di Cavaradossi.

 Il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo è aperto
dal lunedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.30.

Biglietti
€ 15,00 intero; € 2,00 agevolato

Prenotazioni
Vi   consigliamo la prenotazione e l’acquisto online dei biglietti www.gebart.it/musei/museo-nazionale-di-castel-santangelo

Distanza 1,2 km. 10minuti

 

BASILICA di SAN PIETRO

La più grande chiesa al mondo,  cuore della Cristianità.

La Basilica di San Pietro in Vaticano sorge nel luogo dove secondo la tradizione era stato sepolto l’apostolo Pietro .
Qui l’imperatore Costantino fece erigere intorno al 320 la primitiva Basilica di San Pietro. Nel 1505 Giulio II decise la ricostruzione completa del tempio affidandone i lavori al  Bramante a cui succedettero Raffaello, Baldassarre Peruzzi, Antonio da San Gallo, Michelangelo, Giacomo della Porta e Carlo Maderno. A partire dal 1629 la direzione del cantiere fu affidata a Gian Lorenzo Bernini, che realizzò gran parte dell’apparato decorativo e, tra il 1656 e il 1665, sistemò definitivamente la piazza antistante la basilica erigendo il celeberrimo colonnato.

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LA CUPOLA
La Cupola fu progettata da Michelangelo, il quale fin dal 1547 si era occupato ininterrottamente della realizzazione della Basilica. Alla fine della sua lunga vita (morì a 89 anni nel 1564) la direzione della fabbrica passò al suo allievo  Giacomo Della Porta, che innalzò di circa 7 metri la volta della cupola e portò a termine i lavori. La cupola ha un diametro interno di 42,56 metri ed un’altezza alla sommità della croce di 136,57 metri; la lanterna è alta 17 metri.

Arrivare in cima alla Cupola di San Pietro regala emozioni e suggestioni incomparabili che non possono essere descritte a parole. Non esiste luogo più emozionante di questo, dalla Cupola si ha  una vista unica della città. Ma fate attenzione la salita oltre ad essere molto suggestiva e  vi  permette di ammirare oltre  la Cupola, i disegni di Michelangelo, ed alcuni suggestivi mosaici è anche abbastanza ardua.
I gradini nella prima parte sono abbastanza agevoli, verso la fine con il rimpicciolimento dell’ambiente si fanno sempre più stretti ed un po’ alti  e serve fiato ma soprattutto non si deve soffrire di claustrofobia.

 LA PIAZZA
La piazza, i cui lavori terminarono nel 1667, è opera di Gian Lorenzo Bernini.  Il colonnato di Piazza San Pietro presenta una forma ellittica  perché, come ebbe a dire lo stesso Bernini, essendo la chiesa di San Pietro quasi matrice di tutte le altre doveva avere un portico che per l’appunto dimostrasse di ricevere a braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gli Heretici per riunirli nella Chiesa e gli Infedeli per illuminarli nella vera fede”. Il Colonnato  è composto da ben 284 colonne di ordine dorico e sormontati da 140 statue di santi alte più di tre metri e da sei grandi stemmi di Alessandro VII Chigi.   Posizionandosi sui dischi di porfido presenti sulla piazza si vedono tutte le colonne allineate perfettamente l’una dietro l’altra come se, per magia, si fossero mosse.
Con l’apertura di via della Conciliazione, fu realizzata una nuova, ampia strada di accesso alla Basilica Vaticana che esalta la visuale maestosa della cupola di San Pietro, ma che ha profondamente alterato l’originario e suggestivo progetto berniniano. 
Le misure della piazza sono straordinarie: è profonda 320 metri con un diametro centrale di 240 metri.  Ai lati dell’obelisco, posizionato  al centro della piazza da Domenico Fontana, ci sono due grandi fontane del Bernini, e del Maderno.

L’Obelisco che svetta al centro fu portato a Roma  da Alessandria d’Egitto , da CaligolaQuello vaticano è l’unico obelisco di Roma che non sia mai caduto, era posizionato sul fianco sinistro della basilica, ma papa Sisto V lo volle al centro della Piazza per dargli maggiore visibilità. Sul basamento dell’obelisco si può leggere: Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat, Christus ab omni malo plebem suam defendat (Cristo vittorioso, Cristo Re, Cristo Imperatore, difenda Cristo il suo popolo da ogni male). Si tratta di una formula esorcistica e insieme propiziatoria che nel Medioevo veniva usata per scongiurare le malattie.
L’obelisco è alto 25 metri. Sulla cima dell’obelisco sarebbero state conservate, in un globo di bronzo laminato in oro, le ceneri di 
Giulio Cesare. La grande sfera fu rimossa nel 1585, l’anno precedente a quello dello spostamento dell’obelisco, e oggi si trova esposta nei Musei Capitolini.  Dei 13 obelischi antichi di Roma, oltre ad essere il secondo per grandezza dopo quello al Laterano è l’unico privo di simboli.

Sul  selciato di Piazza San Pietro vi è  intarsiata una meridiana. L’ombra proiettata dall’obelisco segna i movimenti del sole. A mezzogiorno sui segni dello zodiaco: e sui due dischi alle estremità si possono osservare i due solstizi, estivo e invernale.

 LA FACCIATA
Il portico e la facciata sono stati  realizzati da Carlo Maderno che li portò a termine nel 1614. La facciata è larga 114,69 metri e alta 48 metri, è sormontata da  tredici statue (alte quasi 6 metri) con al centro la statua del Redentore benedicente. Sulla facciata si aprono i cinque ingressi che portano all’interno della Basilica.  Delle cinque porte notevole è quella mediana, i cui battenti sono opera quattrocentesca del Filarete.  La Porta Santa, la cui apertura dà ufficialmente inizio all’Anno Santo, è l’ultima sulla destra

L’ atrio è considerato uno dei lavori più pregevoli di Carlo Maderno e fu realizzato fra il 1608 e il 1612. Sul fondo nel vestibolo sinistro si trova il monumento equestre di Carlo Magno,  nel vestibolo destro si trova invece la statua dell’imperatore Costantino a cavallo, eseguita dal Bernini nel 1670.

 L’ INTERNO
L’interno, è di dimensioni davvero grandiose., La chiesa è lunga 187 metri, larga a livello delle navate laterali 58 metri e 140 metri a livello del transetto; l’altezza massima della volta nella navata centrale è di 46 metri (come un palazzo di 15 piani!). Presenta una navata centrale e due navate laterali minori. Sul pavimento della navata mediana, a pochi metri dall’ingresso, c’è la Rota Porphyretica, un disco di porfido  su cui Carlo Magno s’inginocchiò, per ricevere da Leone III la corona imperiale, nella notte di Natale dell’anno 800. Procedendo verso l’altare si possono notare, sempre sul pavimento, le lettere bronzee con cui sono segnate le lunghezze delle più grandi chiese del mondo. Sull’ ultimo pilastro di destra, una celebre statua di bronzo raffigurante San Pietro seduto e benedicente – introduce alla cupola, il cui luminoso interno fu decorato a mosaico dal Cavalier d’Arpino nel 1605.
L’incrocio tra la navata longitudinale ed il transetto è segnato da quattro possenti pilastri a pianta quadrata. Nelle facce interne dei pilastri sono scavate le nicchie che accolgono quattro colossali statue:  San Longino, il soldato che con la lancia aprì il costato a Gesù e successivamente si convertì al Cristianesimo, opera di Bernini del 1638; Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, che portò a Roma la croce e i chiodi del martirio; Santa Veronica, che con un drappo avrebbe asciugato il volto di Cristo sulla strada del Calvario, ed infine Sant’Andrea, fratello di Pietro, crocifisso in Grecia.
Al centro della chiesa l’altare papale è sovrastato dal famoso Baldacchino bronzeo, opera giovanile del Bernini, eseguita tra il 1624 e il 1632. Alto 29 metri.  Il Baldacchino è composto da quattro colossali colonne tortili ornate con scanalature a spirali, rami di olivo e di alloro, e statue angolari di straordinaria eleganza, culmina con una sfera di bronzo dorato. Da notare le api (stemma araldico dei Barberini che stava ad indicare la loro operosità). All’interno è una colomba dorata, simbolo dello Spirito Santo. Sui basamenti di marmo che sostengono le colonne è raffigurato per sette volte il viso di una donnadal concepimento alla nascita di un bambinoraffigurato nell’ultimo fregioE’ un’opera del giovane Borromini per magnificare la Mater Ecclesia, Chiesa Madre di tutte le altre chiese.  Per la realizzazione del Baldacchino si uso il bronzo che ricopriva la cupola del Pantheon.

Sopra il Baldacchino si erge maestosa la cupola. L’iscrizione in latino alla base della cupola recita così: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e a te darò le chiavi del regno dei cieli“.

All’interno della Basilica Numerose sono le opere di grande valore artistico e religioso. Tornando verso l’ingresso, nella prima cappella della navata destra si ammira il più famoso dei capolavori contenuti all’interno di San Pietro, La Pietà di Michelangelo opera in marmo, realizzata dall’artista a soli 23 anni. In successione la Cappella del Santissimo Sacramento, eseguita dal Bernini nel 1674 il monumento funebre a Gregorio XIII (1572-1585  );  il monumento a Clemente XIII del  Canova. L’Altare della Cattedra altro  capolavoro  del Bernini. La Cattedra bronzea di Pietro. I monumenti funebri a Paolo III di Guglielmo della Porta (a sinistra), e quello a Urbano VIII del Bernini. Altra scultura di grande rilevanza artistica è quella dedicata ad Alessandro VII, ultima fatica del Bernini, realizzata quando l’artista aveva ottant’anni. Lo scheletro, che appare al di sotto del drappo rosso, e la clessidra stanno a simboleggiare il trascorrere del tempo e l’ineluttabilità della morte.

 GROTTE VATICANE e TESORO DI SAN PIETRO

Parte integrante della Basilica sono le Grotte Vaticane, ubicate tra il pavimento della basilica costantiniana e quello attuale: qui si trovano le sepolture di molti Pontefici, come Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Dalle grotte, in cui si succedono cappelle, statue, monumenti e tombe, si accede alla Necropoli pre costantiniana.  In questo luogo, insieme a mausolei del II-IV secolo, si trova un monumento modesto, ma fondamento della Chiesa di Roma: la tomba di Pietro. nella quale, secondo la tradizione, sono conservati i resti dell’Apostolo. Recenti indagini archeologiche sembrano confermarne la veridicità.

Visita
L’ingresso alla Basilica di San Pietro è gratuito volendo  si può prenotare una visita guidata. A pochi passi dalla Basilica di San Pietro ci sono i  Musei Vaticani con al  loro interno migliaia di opere d’arte raccolte per più di cinque secoli.
Accesso alla Cupola*
Ascensore fino al livello terrazzo e si prosegue a piedi (320 gradini) Biglietto 10 €
Salita a piedi 551 gradini Biglietto 8€.

Distanza 1,5 km  18 minuti Bus 64 o 62

 

 

PONTE SISTO

Tra l’una e l’altra riva
Ponte Sisto fu costruito sulle rovine di un antico ponte romano, risalente al 215 d.C., ai tempi dell’imperatore di Caracalla, che così volle unire la sponda sinistra del Tevere e Trastevere.

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Tra il 366 ed il 367, l’imperatore Valentiniano in occasione del   primo grande restauro fece erigere, un arco trionfale decorato da statue bronzee, i cui resti, si trovano adesso al Museo Nazionale Romano. Nel  792 a seguito di una piena del fiume il ponte crollò e di conseguenza abbandonato  perciò prese il nome di  “Ruptus“, “Tremulus” o “Fractus” (rotto). Bisogna attendere il Giubileo del 1475, affinché, Sisto IV incaricasse  Baccio Pontelli   di ricostruire il vecchio ponte, che dal nome del pontefice prese il nome di ponte Sisto. Prima della sua costruzione, per collegare le due sponde Arenula sulla riva sinistra e Renella di fronte, veniva usata  una barca che fungeva da traghetto. Nel 1599 fu restaurato da Clemente VIII, che ne fece rinnovare lastricato e parapetti in travertino. Nel 1880 dopo i lavori per la costruzione dei muraglioni vennero collocati i parapetti in ghisa che ne hanno significativamente  mutato l’aspetto. IL ponte che è lungo 108 metri e largo 11, è formato  da quattro arcate con un grande “occhialone”  circolare sul pilone centrale, che  funziona come punto di rilevamento ed eventuale allarme in caso di piena del Tevere. Con   l’intervento di restauro in occasione del  Giubileo del 2000  il ponte ha riacquisito la sua ‘immagine quattrocentesca  fruibile solo a piedi è sempre affollato di persone che vanno e vengono da Trastevere o che vi sostano per godere della magnifica luce del tramonto guardando verso l’Isola Tiberina.
Distanza 150 metri   2 minuti

TRASTEVERE

 Trastevere al di là del Tevere

Trastevere per molti è il quartiere più bello di Roma, senza dubbio è il più caratteristico.
Appena usciti da casa, basta attraversare Ponte Sisto e vi ritroverete dall’altra parte del Tevere nel cuore del rione.
Qualunque sia l’ora che avete scelto per passare dall’altro lato del Tevere siamo certi che ne rimarrete soddisfatti.
Senza dubbio i vicoli di Trastevere sono tra i più caratteristici di tutta Roma. Da Piazza Trilussa fino a Santa Maria in Trastevere, passando per Vicolo del Cinque, Via della Scala, Vicolo del Moro o Vicolo del Bologna, si ha la sensazione di vivere in un altro tempo.

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Trastevere è bella da scoprire di giorno e vivere la notte.

Qui se saprete scegliere, potrete trascorrere  delle magnifiche serate all’insegna del divertimento e della buona cucina. Anche se le buone  trattorie non sono tante ed ancora più raro qualche ottimo ristorante. Ma penso di essere in grado di suggerirvi qualche buon indirizzo.

Trastevere è un quartiere dalla lunga storia, che parte addirittura dal tempo degli Etruschi, ma fino ai tempi di Augusto questa zona è rimasta al di fuori della città vera e propria; e soltanto alla fine dell’età repubblicana Trastevere cominciò ad essere un’area abitata. Diventando in età imperiale un immenso quartiere abitato da operai ed artigiani e gente del popolo.  Il rione ha conservato per  secoli le caratteristiche originali, mostrando con ogni evidenza  il suo  aspetto ed il segno inequivocabile di povertà e di precarietà che lo distinguevano dal resto della città. Un ammasso disordinato di case e casupole distribuite in un groviglio di strette vie e vicoli bui intorno a primitive chiese.
Queste vie hanno mantenuto  in loro carattere fortemente  popolare anche nei secoli successivi. Qui non  risiedettero mai cardinali, o persone di alto rango, il  rione a parte qualche rara eccezione  non fu mai interessato dalla costruzione di chiese sontuose né tantomeno vi furono creati palazzi aristocratici, al massimo ci andarono a vivere figure  di modesto livello.  Solo negli ultimi decenni Trastevere è diventata una zona prestigiosa ed anche molto ambita pur conservando il suo carattere popolare. Trastevere è rimasta immutata nei secoli fino all’ apertura all’inizio dello scorso secolo del “viale del Re”, poi “viale del Lavoro” oggi  viale Trastevere, che ne ha stravolto l’anima  dividendo Trastevere in  due parti mai più rinsaldate.

Il quartiere è molto grande e le cose da vedere sono potenzialmente infinite.

Vicoli, Chiese, Angoli Suggestivi
Trastevere è un luogo che va vissuto a piedi. La cosa più bella da fare è passeggiare, guardarsi attorno ed esplorare il rione senza una meta precisa. Ovunque andrete a Trastevere troverete luoghi suggestivi!.

Come la Chiesa di San Cosimato, ed il suo Chiostro quasi segreto ma incredibilmente bello. La Basilica di Santa Maria in Trastevere, e i suoi mosaici, Sant’Agata in Trastevere.
E poi Verso via della Lungara in una parte di Trastevere meno frequentata potrete visitare l’Orto Botanico,  Villa Farnesina,  il Palazzo e Galleria Corsini e la chiesa di Ss. Rufina e Seconda  del XII secolo, San Giacomo alla Lungara o in Settignano, Santa Maria della Luce IV secolo.
Verso il Gianicolo
San Pietro in Montorio ed il tempietto del Bramante.

A Sud oltre Viale Trastevere
La Basilica di Santa Cecilia, San Benedetto in Piscinula XI secolo, San Crisogono V secolo, San Francesco d’Assisi a Ripa Grande XI secolo, San Giovanni Battista dei Genovesi, e questi sono solo alcuni degli infiniti tesori di Trastevere.

Distanza: 400 m  5 minuti

GIANICOLO

Il Panorama più romantico
Poco sopra Trastevere troviamo il Gianicolo, indubbiamente è uno dei posti must da dove godere di una magnifica vista sulla città.
La terrazza del Gianicolo offre un  panorama mozzafiato sulla Roma più antica. Il vostro sguardo spazierà dai tetti, alle antiche rovine, dai monumenti  alle cupole e lontano fino all’orizzonte.

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Si può raggiungere il Gianicolo con una bellissima passeggiata inerpicandosi  tra il verde  ed i passaggi che intersecano  Via Garibaldi.
Il Gianicolo copre un’area di 3,5 ettari L’area, ed è stata il palcoscenico dei combattimenti del 1849 per la Repubblica romana nel 1849, a memoria della quale ai bordi dei viali sono collocati 84 busti degli eroi garibaldini che combatterono per la difesa,  mentre sul fianco della chiesa di San Pietro in Montorio su via Garibaldi una lapide ricorda l’episodio, con una palla di cannone francese rinvenuta sul luogo e apposta a perenne memoria.
Domina il piazzale una Statua equestre di Giuseppe Garibaldi l’eroe dei due mondi.
Il Gianicolo oltre ad offrire un fantastico panorama di Roma ed  essere una zona molto gradevole per passeggiare, e la preferita dalle coppie in cerca di angoli romantici,  ha molto altro da mostrare:

Fontana dell’Acqua Paola, detto anche Il Fontanone, una fontana monumentale in marmo, creata nel XVII secolo per celebrare la riapertura dell’antico acquedotto romano. Ed è il posto dove è stata girata la scena iniziale de “La Grande Bellezza” film premio Oscar del 2014.

Il Faro Manfredi: Il bellissimo faro costruito nel 1911 regalo degli italiani emigrati in Argentina.

Da non perdere assolutamente la Chiesa di San Pietro in Montorio dove nel suo cortile si trova il Tempietto del Bramante, un piccolo tempio eretto nel luogo dove avvenne il martirio di San Pietro, crocifisso a testa in giù.

Da non perdere Villa Doria Pamphilj, il parco pubblico più grande di Roma con lo  Splendido Casino del Respiro, posto al centro del parco, circondato da un agrumeto e da curatissimi giardini all’italiana.
Inoltre il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina a Porta San Pancrazio.
Curiosità
Stando in casa o sul terrazzo, alle ore 12 in punto sentirete  un leggero boato è un colpo di cannone sparato a salve dalla vetta del Gianicolo. Questa  tradizione  risale a Pio IX che, per evitare confusioni di orario, istituì nel 1846 questo servizio.

Distanza: 1,6 Km    18 min.

GHETTO 

Un angolo incantato, un pezzo di città che vi espone alla suggestione dei vicoli e della memoria

Il rione Sant’Angelo ai piedi del Campidoglio  è il più piccolo dei rioni romani la sua area è delimitata da: Largo Arenula, via delle Botteghe Oscure,  via dell’ Aracoeli,  via del Teatro di Marcello lungotevere de’ Cenci. L’area è ancora  oggi in gran parte conosciuta  e denominata come il Ghetto ebraico di Roma. Il rione è uno dei più affascinanti della città, famoso oltre che per la sua storia anche per i suoi ristoranti. Qui si viene anche per gustare i prelibati  piatti della cucina tradizionale giudiaco – romana.

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Il vero artefice del Ghetto fu Paolo IV Carafa, che il 14 luglio del 1555, con la bolla Cum nimis absurdum“, volle separare le abitazioni degli ebrei da quelle dei cristiani, circoscrivendo la zona con un muro e tre porte, su “Piazza Giudia“, presso S.Angelo in Pescheria e presso “S.Gregorio de Quattro Capora“. Nel 1586 papa Sisto V ampliò il Ghetto verso il Tevere,
Gli ingressi venivano chiusi dal tramonto all’alba, quando le porte venivano aperte soltanto per chi aveva un permesso speciale o per chi doveva esercitare i due soli mestieri a loro consentiti: vendita ambulante di stracci e prestiti ad usura.
Per più di tre secoli, il Ghetto romano  costituì un unicum urbano, sovraffollato, degradato, apportatore di malattie e morte. Al suo interno inevitabile fu la differenza sociale: le famiglie ricche abitavano nelle case lontane dal fiume, dove invece ci vivevano i più poveri. Qui le abitazioni buie e prive di sole venivano di frequente sommerse dalle acque, in uno stato perpetuo di fango ed umidità.  Nel 1848 Pio IX cancellò la vergogna del “Ghetto” ordinando di abbattere il muro ed i portoni, ma fu solo dopo il 1870, che il Ghetto venne definitivamente abolito. Dal 1888,  la maggior parte delle antiche strade, dei vicoli e degli edifici furono demoliti.

Storicamente, la superficie del rione comprende il sito dove una volta si estendeva il grande Circo Flaminio. ancora oggi sulla struttura muraria delle costruzioni più vetuste si scorgono molti frammenti riferibili all’ epoca romana. Questa era anche un’area che vantava un numero di templi piuttosto elevato, sebbene oggi ne siano rimaste solo poche tracce.
Tra le testimonianze romane di questo rione ci sono i resti del Portico d’Ottavia, edificato nel II secolo a.C. e modificato cento anni più tardi dall’ Imperatore Ottaviano Augusto che lo dedico alla sorella Ottavia. Successivamente,  già nel medioevo, fu  trasformato in un mercato del pesce. Ancora oggi è visibile una scritta in latino : « le teste dei pesci più lunghi di questa targa marmorea devono essere date ai Conservatori fino alle prime pinne incluse » i Conservatori erano gli amministratori civici”. Alcune parti della pavimentazione originale sono ancora visibili ai piedi del portico; e mostrano come l’antico livello del suolo fosse situato molto più in basso di quello odierno.

Alle spalle del complesso si ergono tre alte colonne appartenenti al tempio di Apollo Sosiano,  risalente al 430 a.C. circa. Appena accanto al tempio si trova un teatro a due piani, costruito alla fine del I secolo a.C. e dedicato a Marcello, nipote di Ottaviano Augusto. Il teatro originariamente aveva tre livelli, ma ciò che colpisce di queste imponenti rovine è che sulla loro sommità venne costruito un’ intero palazzo. Nel XII secolo ciò che rimaneva del teatro fu trasformato in una fortezza; e dal ‘300 divenne proprietà della potente famiglia Savelli.  Accanto al teatro, proprio all’estremità del rione, si trova la chiesa di San Nicola in Carcere. La chiesa fu fondata nell’alto medioevo, il suo lato sinistro conserva alcune colonne di un piccolo tempio preesistente

Oggi un certo numero di frammenti di colonne, capitelli e cornici trovati negli scavi giace nell’area compresa tra il teatro e i templi.

Situata all’estremità settentrionale del piccolo rione, Torre Margana, una delle torri di famiglia medievali ancora esistenti a Roma, domina il sottostante intreccio di vicoli tortuosi, che danno a questa parte di Sant’Angelo un aspetto ancora molto vicino all’originale.

Tra le mura del ghetto migliaia di ebrei erano costretti ad abitare in case vetuste e piccolissime,  ma appena aldi fuori dei suoi portoni le famiglie facoltose vivevano in sontuosi palazzi. Uno di essi è Palazzo Costaguti, il cui ingresso principale in origine si apriva su via della Reginella. Ma poiché dopo l’istituzione del ghetto questo vicolo conduceva al malfamato recinto, i proprietari ne murarono il portone e ne aprirono un altro appena girato l’angolo, nella piccola piazza Mattei dove sorge la famosa Fontana delle Tartarughe, oltre a  Palazzo Mattei, composto da  cinque distinti palazzi, edificati tra il tardo secolo XV e gli inizi del XVII.
Sebbene la gran parte dei vicoli che una volta facevano parte del ghetto siano scomparsi, la pianta della parte più interna del rione è ancora abbastanza fedele all’originale. E molte abitazioni allineate lungo il lato settentrionale di via Portico d’Ottavia, risalenti al tardo ‘400 e la metà del ‘500 hanno conservato il loro aspetto originale

Proseguendo fuori dal Rione si possono raggiungere in pochi minuti  i Fori Imperiali ed il Colosseo andando a a sinistra, la Bocca della Verità ed il Circo Massimo se invece si va a destra.

Distanza 5’  minutes – 400 m

Dove mangiare al Ghetto
Al ghetto c’è solo l’imbarazzo della scelta ovviamente a farla da padrona è la cucina giudiaco romana con le sue ricette tradizionali dove l’ingrediente simbolo è il carciofo.

 

Scopri i nostri  suggerimenti  Scopri i migliori ristoranti

FORI IMPERIALI

Foro di Cesare, Foro di Augusto,  Foro della Pace,  Foro di Nerva, Foro di Traiano

L’area dei Fori Imperiali rappresenta sicuramente una delle aree archeologiche e storiche più famose e allo stesso tempo più affascinante al mondo. Si trova nel cuore di Roma, lungo l’omonima via, tra piazza Venezia e il Colosseo.

Fino al novecento via dei Fori Imperiali non esisteva ancora, Tra il 1924 ed il 1932 iniziò la demolizione di tutti gli edifici presenti nell’area  e venne realizzata via dei Fori Imperiali i lavori permisero di portare alla luce molti reperti archeologici, allo stesso tempo furono cancellati secoli di storia e testimonianze.

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STORIA

IL FORO di CESARE
Guardando verso il Colosseo sulla destra incontriamo Il primo dei Fori Imperiali. E’ il Foro di Cesare. Iniziato nel 54 a.C., subito dopo la conquista della Gallia, e compiuto nel 46, fu concepito come un ampliamento del Foro Romano. Si estendeva appunto tra il Foro Romano il Quirinale e i Campidoglio. Per realizzare il progetto Cesare espropriò a caro prezzo le case private che sorgevano nella zona ed acquistò tutti i terreni necessari alla realizzazione del suo progetto. Il foro si presentava come una piazza lunga e stretta circondata da colonnati a due navate. All’interno del Foro si trovano ancora i resti del  Tempio di Venere Genitrice,  delle Tabernae, la Basilica Argentaria,   una  Latrina semicircolare ritenuta la più grande del mondo antico.

IL  FORO della PACE

Il Tempio della Pace, chiamato Foro della Pace soltanto a partire dall’epoca tardo-imperiale, fu costruito dall’imperatore Vespasiano  tra il 71 e il 75 d.C. per commemorare la vittoria giudaica del 70 d.C. Si tratta di una grande piazza rettangolare con un tempio sul lato di fondo, dedicato alla Pace. Ai lati del tempio erano quattro grandi aule, due per lato; uno di questi ambienti fu trasformato nel corso del VI secolo d.C. nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano. Nell’aula attigua, era affissa la Forma Urbis, la grande pianta di Roma eseguita al tempo di Settimio Severo e incisa su lastre marmoree. L’area centrale del foro era probabilmente adibita a giardino, con aiuole e fontane per giochi d’acqua. Nel Foro della Pace erano inoltre conservate molte opere d’arte, tra cui il candelabro a sette braccia trasportato da Gerusalemme e diverse statue, che in precedenza decoravano la Domus Aurea di Nerone.

 Il FORO di AUGUSTO

Di fronte al Foro di Cesare si trova il Foro di Augusto, secondo in ordine di tempo ed inaugurato nel 2 a.C., il Foro di Augusto era limitato sul lato di fondo da un grandioso muro di 33 metri di altezza in blocchi di peperino e pietra gabina, che lo isolava dal popolare quartiere della Suburra. Fu realizzato per volere di Ottaviano Augusto, unitamente al tempio di Marte Ultore un grandioso edificio in marmo bianco di Carrara con 8 colonne sulla fronte e 7 sui lati lunghi; di queste tre sono ancora visibili.  La piazza del foro era circondata da ampi portici e da due esedre semicircolari provviste di nicchie. All’interno delle nicchie erano collocate statue di trionfatori e di membri della famiglia Giulia. In fondo al portico di sinistra si trovava una grande sala quadrata, che ospitava nella parete di fondo una statua colossale, probabilmente il Colosso di Augusto. Sul lato più a nord del Foro di Augusto sorge l’edificio noto come “Casa dei Cavalieri di Rodi”.

IL FORO di NERVA

Il Foro fu costruito da Domiziano (81-96 d.C.),  ma inaugurato solo dopo la sua morte dal suo successore Nerva nel 97 d.C. La denominazione di Transitorio deriva dal fatto che fu ricavato nello spazio stretto e lungo compreso tra il Foro della Pace, il Foro di Cesare e il Foro di Augusto, Sul lato breve verso la Suburra vi era un tempio dedicato a Minerva, protettrice di Domiziano. Del colonnato rimangono soltanto due colonne (chiamate “le colonnacce”) ed un tratto del muro di fondo sul lato verso l’attuale via Cavour. Sull’attico vi è un bassorilievo con la figura di Minerva, mentre sul fregio sono raffigurate scene di lavori femminili. Alle spalle del tempio di Minerva si trova una grande esedra a ferro di cavallo, Nel 1606 il tempio di Minerva, fino a quel momento ben conservato, fu distrutto da papa Paolo V per realizzare, con i suoi materiali recuperati, il fontanone dell’Acqua Paola sul  Gianicolo.

IL FORO di TRAIANO

I lavori iniziati da Domiziano furono in parte continuati da Traiano, che da il nome al quarto Foro.  Ultimo e più grande dei fori di Roma, del cui complesso fanno parte la splendida Colonna Traiana, monumento funerario dell’imperatore, Il fusto è alto 30 metri ed è tutto scolpito con un magnifico bassorilievo spiraliforme raffigurante più di duemilacinquecento figure che narrano le due battaglie di Traiano condotte contro i Daci. All’interno della Colonna vi è una scala a chiocciola che porta dal basamento, dove fu sepolto Traiano, ora  rimpiazzata da una statua di San Pietro. E La Basilica Ulpia, la più grande del periodo romano Costruita su progetto di Apollodoro di Damasco tra il 106 e il 113 d.C. e della quale resta parte della splendida pavimentazione in marmi colorati. 

Alle spalle della colonna Traiana e della Basilica Ulpia l’architetto siriano Apollodoro costruì  anche i Mercati Traianei destinati al commercio al dettaglio.

I MERCATI  TRAIANEI

Imponente complesso, iniziato nel 107 ma completato sotto Adriano, era considerato dagli antichi l’ottava meraviglia del mondo.  I resti architettonici e statuari sono il primo nucleo del Museo dei Fori imperiali.

Il Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano
E’  il primo museo di architettura antica è Ospitato nei cosiddetti Mercati di Traiano, il Museo dei Fori Imperiali a Roma è sia un museo archeologico che un eccezionale sito storico Romano aperto al pubblico.

E rappresenta appieno  il concetto che i reperti debbano essere mantenuti nel loro contesto originario che diviene uno “luogo-museo” come questo.  legato topograficamente e concettualmente al grandioso sistema urbanistico dei Fori Imperiali: con il Foro di Cesare (46 a.C.), il Foro di Augusto (2 a.C.), Il foro del Tempio della Pace (75 d.C.), Il Foro di  Nerva (97 d.C.) e il foro di Traiano (112 e 113 d.C.).

 Distanza: 1,6 Km    18 min.

Turri i Fori sono visitabili con un unico biglietto.
Sono esclusi I mercati Traianei ed Il Museo dei Fori Imperiali.
E’ consigliata la prenotazione On Line

 FORI IMPERIALI
Orari di apertura
: Tutti i giorni 9.30-19.30

Prezzi dei biglietti: Intero € 11,50. Ridotto € 9,50

PARCO del COLOSSEO 

 Colosseo, Foro Romano, Palatino – Tipologie biglietti

– Biglietto Ordinario – intero € 16,00 Valido 24h –  con Romapass € 7,50

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali

Via IV Novembre 94 – 00187 Roma

Sito web: www.mercatiditraiano.it

Acquisto online: https://museiincomuneroma.vivaticket.it

Intero € 11,50  Ridotto € 9,50

Distanza: 1,2 Km   12min.

 

 

COLOSSEO

Il Simbolo di Roma

Quello che tutti noi conosciamo come Colosseo all’origine si chiamava   Anfiteatro Flavio.
Deve il suo nome attuale ad una colossale statua in bronzo raffigurante Nerone che, nel II sec.d.C., sorgeva a pochi metri da esso accanto alla  Domus Aurea.

La costruzione del Colosseo iniziò nel 72 a.C. con Vespasiano e si concluse nell’80 con Tito. Il Colosseo  con i suoi 188 metri di lunghezza, 156 metri di larghezza e 57 metri d’altezza,  divenne il più grande anfiteatro romano.  il Colosseo permetteva a più di 50.000 persone di assistere ai loro spettacoli preferiti. Le esibizioni di animali esotici, le esecuzioni di prigionieri, le riproduzioni di scene di battaglie e le lotte dei gladiatori furono per anni gli spettacoli d’intrattenimento dei romani.

Il Colosseo realizzato in travertino bianco si elevava per quattro piani  i primi tre erano definiti da colonne e nicchie in ognuna delle quali vi era una statua Nell’ultimo livello  dove c’erano solo delle finestre erano inseriti supporti in muratura e in legno per sostenere un immenso telone (velarium) che serviva a riparare gli spettatori dal sole e dalla pioggia. L’arena che era 76m x 46 era fatta di legno e ricoperta di sabbia. Nei sotterranei vi era una fitta serie di gallerie nelle quali erano custodite le belve e conservate le attrezzature sceniche.

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Volendo  è possibile scendere nel ventre del monumento, e visitare questi ambienti che ancora conservano lo stato in cui si trovavano alla fine del V secolo d.C., quando furono interrati. Durante l’Impero Romano e con il lemma di “Panem et circenses” Il Colosseo fu operativo per più di 500 anni e i sui ultimi spettacoli si tennero nel VI secolo.
A partire dal V secolo, con l’abolizione dei giochi gladiatori per volere di Valentiniano III , il Colosseo subisce un lento e progressivo declino ed oltre a divenire ricovero per animali, sede per laboratori artigianali e abitazioni. Fu vittima di saccheggi tanto da essere utilizzato nel Medioevo e nel Rinascimento come cava di materiali. Il marmo della facciata e di alcune parti interne del Colosseo sono stati utilizzati per la costruzione della Basilica di San Pietro e anche per edifici civili come Palazzo Barberini. Si ritiene che nel corso del tempo sia rimasto solo un terzo di quella che era la costruzione originale.
IL Colosseo, fino alla fine dell’età antica, ha accolto spettacoli di grande richiamo popolare, oggi giorno  è esso stesso uno  spettacolo  e simbolo dell’ingegno umano sopravvissuto a tutto ed a tutti.
Oltre ad essere Patrimonio dell’Umanità, nel luglio del 2007 è stato inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo, insieme a la Grande Muraglia cinese, l’antica città giordana di Petra, la Statua di Cristo Redentore di Rio de Janeiro in Brasile, le Rovine Inca di Machu Picchu in Perù, la Piramide Maya di Chichen Itza in Messico, e il Taj Mahal (India).

VISITARE IL COLOSSEO
Il Colosseo è aperto al pubblico tutti i giorni, tranne il 25 dicembre e il 1 gennaio, con un orario che va dalle 8:30 di mattina al pomeriggio-sera (le 17 d’inverno, le 19:30 d’estate).

– Biglietto d’Ingresso – intero € 16,00 + € 2,00 di prenotazione

Il biglietto d’ingresso è valido per 24h  e permette l’ingresso anche al Foro Romano e al Palatino. (Parco Archeologico del Colosseo)

Tutte le aree del Parco Archeologico del Colosseo (Colosseo, Foro Romano e Palatino Fori imperiali) sono accessibili con un unico biglietto d’ingresso.
Visitabili solo ed esclusivamente con prenotazione obbligatoria online.

Biglietti On Line
www.parcodelcolosseo.it/orariebiglietti
Sito Web
www.parcocolosseo.it

Il Colosseo è inserito nel circuito museale Roma Pass e usufruisce di tutti i vantaggi della Card.

Distanza: 2,5 Km   25min.

CIRCO MASSIMO
PALATINO

Lasciando il Rione Sant’Angelo ed il Ghetto, dopo aver superato il Teatro di Marcello, sicuramente non resisterete alla tentazione di fare una visita alla  Basilica di Santa Maria in Cosmedin, con la famosissima Bocca della Verità, nonché al Tempio di Ercole Vincitore e al Tempio della Fortuna Virile, risalenti al II secolo a. C..
Subito dopo davanti ai vostri occhi si presenterà l’area del Circo Massimo.

Il Circo Massimo, è stato il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi (600 m di lunghezza per 140 m di larghezza).
Destinato alle corse coi carri, era un monumento grandioso in grado di ospitare centinaia di migliaia di spettatoriLa prima sistemazione della Valle, per adibirla a luogo per le corse dei carri risale all’epoca dei re Tarquini, ma è solo con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura. Le gare che si svolgevano nel Circo erano le attività agonistiche più amate dai Romani, oltre ai giochi gladiatori: i conduttori delle quadrighe erano dei personaggi idolatrati dal popolo.

 

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Distrutto tante volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto Traiano, al cui periodo appartengono la maggior parte delle strutture attualmente visibili. Il Circo rimase in attività fino ai primi decenni del VI secolo. In seguito il grande ippodromo venne in gran parte demolito e depredato e sfruttato soprattutto per usi agricoli fino agli inizi del ‘900, quando furono avviati i lavori per la passeggiata archeologica. 
Oggi è possibile visitare le gallerie che un tempo conducevano alle gradinate della cavea (i senatori al piano terra e la plebe al piano superiore). Passeggiare  sulla strada basolata esterna ritrovata durante gli scavi, dove si trova una grande vasca-abbeveratoio in lastre di travertino e  visitare anche alcune stanze che venivano utilizzate come botteghe (tabernae). Nella zona centrale dell’emiciclo sono visibili le basi dell’Arco di Tito, uno dei più grandi archi trionfali di Roma. E la medievale Torre della Moletta del XII secolo.

E’ qui secondo una delle leggende  che portano alle origini di Roma che avvenne il Ratto delle Sabine. Si narra che una volta fondata Roma, Romolo, volesse stringere alleanze con le popolazioni vicine e cercare di ottenere delle donne con cui procreare per popolare la nuova città. I popoli vicini però si rifiutano di concedere questo favore al nuovo re di Roma. Romolo allora per ingannarli  decide di organizzare un grande spettacolo  in loro favore per attirarli con l’inganno e quindi poter rapire  le loro donne durante la manifestazione. Ne scaturisce una guerra, interrotta grazie solo alla supplica delle stesse donne che hanno subito l’affronto che portano gli uomini ad interrompere gli scontri e porre le basi per la pace.

PALATINO
A 40 metri d’altezza sul Foro Romano, il Palatino è il più centrale dei sette colli oltre ad esserne il più antico nucleo della città di Roma. Il colle fu sede di importanti culti cittadini, tra cui quello della Magna Mater. Fra il II e il I secolo a.C., divenne il quartiere residenziale dell’aristocrazia romana, con eleganti dimore caratterizzate da eccezionali decorazioni pittoriche e pavimentali, come quelle conservate nella Casa dei Grifi. Augusto scelse simbolicamente il colle come luogo della propria abitazione, che era costituita da diversi edifici, tra cui anche la Casa di Livia. Successivamente il colle divenne sede dei palazzi imperiali: la Domus Tiberiana, la Domus Transitoria , e infine la Domus Flavia.  Nel Rinascimento, il Palatino divenne proprietà di famiglie aristocratiche che vi impiantarono ville, vigne e giardini: ancora oggi si conserva parte dei suggestivi Horti Farnesiani, sulla parte alta del colle, e della Loggia Stati-Mattei

La mitologia racconta che la caverna dove visse Luperca, la lupa che allattò Romolo e Remo, si trovasse proprio sul Monte Palatino.

Il Palatino è un luogo molto suggestivo qui si trovano gli angoli più straordinari della Antica Roma è da dove si hanno i migliori affacci  sul Foro Romano.

Museo Palatino: In questo piccolo museo sono esposti i ritrovamenti degli scavi eseguiti nell’area del Palatino. Contiene sculture, affreschi, mosaici e altri oggetti appartenenti all’epoca di maggior splendore del colle.

Visitare il Palatino
L’accesso al Palatino è possibile solo con la prenotazione online.
Il Palatino fa parte del Parco Archeologico del Colosseo e visitabile con un unico biglietto. (Fori – Colosseo – Palatino).

Orari: 09.30 – 18.30 dal 1° Gennaio al 24 ottobre.
09,30 –  16.30 dal 25 Ottobre al  31 Gennaio.

Distanza 1 ,5 Km 15 min. Bus 628 – 160

AVENTINO

L’angolo più tranquillo di Roma

Dopo che avete visitato il Circo Massimo vi suggeriamo una passeggiata all’ Aventino uno dei sette colli di Roma. Secondo la tradizione Roma fu edificata sui sette colli (Aventino, Campidoglio,  Palatino, Celio, Esquilino, Quirinale, Viminale) e che facevano parte del nucleo originario della città la cosiddetta Roma Quadrata.
Oggi l’ Aventino oltre ad essere un suggestivo e tranquillo quartiere residenziale, è anche conosciuto per le sue bellissime chiese medievali e per il famoso buco della serratura.

 

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La prima è Santa Sabina, è una delle chiese paleocristiane meglio conservate. Fu edificata sul luogo della casa della matrona romana Sabina, proclamata santa. Ancora si può vedere, addossata alla parete destra, una delle colonne della sua casa.
Nel chiostro di Santa Sabina si trova un arancio dolce si narra che sia stato portato dalla Spagna da San Domenico nel 1220, dall’originario arancio, sarebbero sempre rinati nuovi polloni che continuano a dare frutti fino ad oggi. Ma le particolarità di Santa Sabina non finiscono qui: a sinistra della porta d’ingresso c’è una colonna a torciglione, con sopra una pietra nera lucida e tonda, con dei buchetti, che tutti chiamano il “lapis diaboli”, la pietra del diavolo. La leggenda narra che il diavolo afferrò la pietra (da qui le impronte) e la scagliò contro San Domenico mentre  pregava, mancandolo..
Una cosa da ammirare assolutamente a Santa Sabina è il grande portale di cipresso tutto scolpito, risalente al V secolo e perfettamente conservato.

La chiesa di Santa Prisca. Prisca è una delle martiri romane più antiche, una fanciulla di soli 13 anni fatta decapitare dall’imperatore Claudio nel I secolo. I suoi resti, sepolti prima  nelle catacombe di Santa Priscilla, sarebbero poi stati trasportati dal papa Eutichiano nel III secolo nella chiesa di Santa Prisca fatta erigere in suo onore.  La chiesa vera e propria è molto antica, del IV secolo, ma  è stata  rimaneggiata in varie epoche.

La Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, anch’essa una chiesa molto antica, risalente al III o IV secolo con  un campanile romanico molto bello, un portico medievale e una facciata cinquecentesca. Dentro racchiude l’icona della Madonna detta di S. Alessio o dell’Intercessione, portata da Damasco nel X Secolo.
Diverse domus sono state ritrovate negli scavi sotto alle chiese di Santa Prisca, Santa Sabina, e anche dei mitrei (come il mitreo di Santa Prisca, i cui scavi possono essere visitati in determinati giorni). 

All’ Aventino si va anche  per il Roseto comunale, che in primavera,  durante  la fioritura delle oltre 1200 varietà di rose presenti  offre uno spettacolo meraviglioso. Anticamente questo luogo era un cimitero ebraico, e i suoi viali ricordano ancora la forma del candelabro a sette braccia. Si va per il Giardino degli Aranci sempre verde anche d’inverno da dove si ha una veduta spettacolare a picco sul Tevere e sui luoghi più belli di Roma.

Infine si raggiunge la Piazza dei Cavalieri di Malta. E’ una piazza scenografia progettata da Giovan Battista Piranesi nel 1765,  chiusa da mura con stemmi militari, simboli dell’ordine dei Cavalieri . Si dice che nelle decorazioni della piazza, degli obelischi e della chiesa di Santa Maria del Priorato, siano stati inseriti simboli decifrabili solo agli appartenenti all’ordine cavalleresco, o addirittura ai soli iniziati ai segreti esoterici dei cavalieri Templari, e che in realtà  tutto l’Aventino segua la forma della nave templare.
Al di là della mura da un lato della piazza sorge la Villa del Priorato di Malta .  Un grande portone ne blocca l’accesso ma avvicinandovi  vi troverete davanti  al  “buco di serratura” più scrutato al mondo da cui si ha una vista di San Pietro la più segreta e magica che ci possa essere.

Sul lato opposto della piazza, al di là delle mura sorge invece la chiesa di Sant’Anselmo. Vi si accede per un piccolo  giardino con un vialetto alberato che conduce ad un quadriportico

Abbandonando la tranquilla bellezza di questo colle   poco distanti da li si trovano le Terme di Caracalla,  la Piramide Cestia, Il Cimitero Acattolico, l’Appia Antica.

Distanza:  1,5 Km 15 min  Bus 628 -160

FONTANA di TREVI

La più conosciuta delle fontane romane

La Fontana di Trevi è la più grande e scenografica fra le fontane di Roma ed uno  dei suoi simboli indiscussi. Prende il nome di Trevi in riferimento al “Trivio” (cioè l’incrocio di tre vie) che corrispondeva all’attuale piazza dei Crociferi

L’origine della fontana risale al 19 a.C., epoca in cui costituiva la terminazione dell’acquedotto, l’Aqua Virgo  (Acquedotto Vergine) l’unico degli acquedotti antichi ininterrottamente in uso fino ai nostri giorni, che Marco Vipsanio Agrippa fece arrivare a Roma per alimentare le sue terme.

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La realizzazione dell’attuale fontana di Trevi si deve a papa Clemente XII che, nel 1732, su progetto dell’architetto Nicola Salvi. La fontana, interamente addossata sul retrostante Palazzo Poli, ha una larghezza di 20 metri e un’altezza di 26 metri e si erge sulla grande vasca  come  una larga scogliera. La parte centrale si sviluppa come un arco di trionfo, con una grande nicchia e ai lati colonne corinzie. In alto al centro si trova un’iscrizione “CLEMENS XII PONT MAX”, che ricorda che la realizzazione è stata voluta da Clemente XII. Al centro domina la statua di Oceano alla guida del cocchio a forma di conchiglia, trainata da due cavalli marini alati, uno rabbioso e l’altro pacifico, guidati da 2 tritoni uno giovane e l’altro adulto per evidenziare le diverse caratteristiche dell’età dell’uomo e della natura.
Ci sono poi  due rilievi che alludono alla leggenda della sorgente e alla storia dell’acquedotto e quattro statue che nell’ordine: guardando da sinistra simboleggiano l’Abbondanza dei frutti, la Fertilità dei campi, i Doni dell’autunno e l’Amenità dei prati. Nelle nicchie laterali trovano spazio due figure allegoriche che esaltano gli effetti benefici dell’acqua, e sono le  statue della Salubrità e dell’Abbondanza , inoltre a destra abbiamo la vergine che indica la sorgente ai soldati romani e, a sinistra, Agrippa che ordina l’avvio dei lavori di costruzione dell’acquedotto. Completano le decorazioni le statue della Salubrità e dell’Abbondanza, poste nelle nicchie laterali.

Secondo la tradizione, il turista che getta una monetina nella fontana, farà sicuramente ritorno a Roma.

Quando visitare la Fontana di Trevi

Da qualsiasi lato arriviate la Fontana di Trevi si manifesterà come per magia davanti ai vostri occhi riempendoli di meraviglia. La Fontana è bella sempre anche nelle ore più affollate del giorno, ma decisamente superba di notte, da casa dista solo 12 minuti a piedi  scegliete voi l’ora che preferite.

 

Distanza: 1,5 Km 15 min  Bus 62

PIAZZA di SPAGNA

Il Salotto della Città

Piazza di Spagna, una delle più belle e famose piazze di Roma Deve il suo  nome all’’Ambasciata di Spagna situata poco distante.

La Scalinata realizzata per volere di Papa Benedetto XIII tra il 1723-25, venne inaugurata durante il pontificato di Papa Innocenzo XIII. Fu progettata da Francesco de Santis che realizzò quello che successivamente fu definito come lo “spettacolo di architettura” più famoso del mondo. E’ composta da 12 rampe e 135 scalini di travertino, la scalinata comprende anche diverse zone di sosta.

 L’intenzione del De Santis era quella di realizzare una scalinata che fosse luogo di ritrovo per tutti i cittadini. Infatti, ancora oggi, la scalinata è un luogo di incontro e di ritrovo, tanto da essere definita il “salotto di Roma”. Anche se da qualche tempo è vietato sostare sui suoi gradini.


 

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Ai piedi della scalinata vi è la famosa fontana detta “Barcaccia” Realizzata in stile barocco da Pietro  Bernini (padre di Gian Lorenzo) nel 1627 per conto di Papa Urbano VIII . Pietro Bernini  sfruttò la raffigurazione di una barca in apparente pericolo di affondare per eliminare il problema relativo alla bassa pressione dell’acqua che alimentava la fontana. Le api ed i soli che decorano la fontana sono i simboli della famiglia di Urbano VIII, i Barberini.
I Palazzetti Gemelli
All’ inizio della scalinata sui  due lati ci sono i  due palazzetti gemelli. Quello sul lato destro è chiamato la Casina Rossa.

La Casina Rossa   apparteneva ad una signora di nome Anna Angeletti, la quale affittava camere ai turisti in visita a Roma.  Qui trascorse gli ultimi giorni della sua vita Il poeta Keats, che accompagnato dal suo amico pittore Joseph Severn, aveva preso in affitto  una camera  al secondo piano. Vi morì  il 23 febbraio 1821 a soli 26 anni.
La Casina Rossa è oggi un piccolo affascinante museo dedicato al poeta ed agli altri poeti romantici inglesi Shelley e Lord Byron. Sull’altro lato della scalinata, sorge il palazzetto gemello. Al piano terreno ospita la sala da tè Babington’s, fondata nel 1893 da due intraprendenti signore inglesi, il locale esiste tutt’oggi e se avete voglia  di concedervi un piccolo lusso è un posto consigliato nonostante i prezzi.

Se amate l’arte e avete un po’ di tempo a disposizione potreste visitare anche la Casa Museo di Giorgio De Chirico nel seicentesco Palazzetto del Borgognoni al numero 31 di Piazza di Spagna.

In cima alla scalinata dalla quale è possibile ammirare una delle più belle viste di Roma si trova La chiesa di Trinità dei Monti  del 1495. All’interno ci sono due opere di Daniele da Volterra, lo stesso artista chiamato da Papa Pio IV per coprire le nudità del Giudizio Universale della Cappella Sistina e dal quel momento soprannominato “braghettone”.

L’interno del Convento di Trinità dei Monti custodisce da secoli alcune meraviglie quali il chiostro, due anamorfosi affrescate sui corridoi della clausura, un orologio solare (il cosiddetto astrolabio), il refettorio dipinto dal gesuita Andrea Pozzo, la cappella di Mater Admirabilis. 

Da Trinità dei Monti lungo la passeggiata del Pincio si arriva a Piazza del Popolo o a Villa Borghese.

Piazza di Spagna è un imperdibile punto di partenza o di arrivo per gli amanti dello shopping tutt’ intorno si concentrano tutte le vie che ospitano le vetrine dei maggiori stilisti al mondo.
Via Margutta  la via dove e stato ambientato Vacanze Romane si trova  a pochi metri. Percorrendo Via Margutta o Via del Babuino si arriva a Piazza del Popolo

Keats – Shelley House
Lunedì – Sabato ore 10.00-13.00 / 14.00-18.00
Chiuso Domenica,
Biglietto intero: € 6,00
Sito web: www.keats-shelley-house.org  Email: info@ksh.roma.it

Casa Museo Giorgio De Chirico
lunedì, Giovedì, Venerdì, sabato e l’ultima Domenica del mese
dalle ore 15.00 alle 19.00.
Biglietto: € 7,00
Visitabile su appuntamento con prenotazione obbligatoria
Sito web: www.fondazionedechirico.org/casa-museo/
Prenotazione online: www.fondazionedechiricoprenotazioni.org/prenota.asp

Collegio di Trinità dei Monti-Anamorfosi
il secondo e quarto mercoledì del mese alle ore 17:00.
il sabato alle ore 9:30 e 11:00
Biglietto: 12 €   Bambini sotto i 12 anni gratuito.

La prenotazione è obbligatoria.
La richiesta deve essere fata esclusivamente per email,
entro lunedì per il mercoledì -ed entro giovedì per il sabato.

secretariat.tdm@emmanuelco.org

Sala da tè Babington’s

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 21:30

Distanza: 2,0 Km   20min.

PIAZZA del POPOLO 

Immensa e Scenografica
Si trova poco distante da Piazza di Spagna e fin dai  tempi dell’Impero, era l’ingresso a Roma per chi proveniva dal nord.
è stata disegnata dal Valadier  sia al centro che ai lati ci sono alcune fontane le quattro al centro sono raffigurate con dei leoni di stile egizio e fanno da base ad un ’obelisco egizio di 24 metri  Questo di Piazza del Popolo è stato il primo obelisco ad essere trasportato a Roma al tempo di Augusto e  inizialmente collocato nel circo Massimo.  Ci sono poi le altre fontane le due a forma di a conchiglia con sopra gruppi di sculture che simbolizzano rispettivamente il dio Nettuno con tritoni e la dea Roma con affianco le personificazioni del Tevere e dell’Aniene sono poste sui due  lati della piazza. Ci sono inoltre due fontanelle realizzate con antichi sarcofaghi sul fianco della Chiesa di Santa Maria del Popolo e dell’edificio simmetricamente contrapposto.  Sullo sfondo dell’obelisco ci sono le due chiese gemelle di Carlo Fontana  Santa Maria di Montesanto (1662-1679) e Santa Maria dei Miracoli (1675-1681).

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SANTA MARIA DEL POPOLO
Santa Maria del Popolo è uno degli edifici più significativi del Rinascimento romano, non solo per i suoi caratteri architettonici, ma anche per i dipinti e le sculture che custodisce. La chiesa sorse da una piccola cappella costruita per volontà di papa Pasquale II. Riedificata nel Quattrocento all’epoca di papa Sisto IV, fu modificata nel Seicento ed è legata ai nomi di Bramante, Sansovino, Pinturicchio, Mino Da Fiesole, Raffaello, Bernini e Caravaggio. Di quest’ultimo sono presenti La Conversione di San Paolo e  la Crocifissione di San Pietro, che insieme all’Assunta di Annibale Carracci ornano la cappella Cerasi, posta a sinistra dell’altare maggiore.

La Chiesa
L’interno è a tre navate. Nel pavimento ci sono numerose lastre sepolcrali, risalenti al Medioevo ed al Rinascimento. Le cappelle abbondano di monumenti funerari e di opere d’arte. Tra queste, la più importante è la Cappella Chigi,  realizzata su progetto di Raffaello per il banchiere Agostino Chigi a partire dal 1513 e terminata nel 1656 da di Gian Lorenzo Bernini . Raffaello realizzò per la cappella i cartoni per i mosaici della cupola ,e il disegno per le tombe a piramide di Agostino Chigi. Anche la statua di Giona che esce dalla balena è stata realizzata da Lorenzetto su disegno di Raffaello, mentre Abacuc e l’angelo e Daniele nella fossa dei leoni sono opera di Bernini. La pala d’altare è invece opera di Sebastiano del Piombo e Salviati.

Cappella Cerasi: Caravaggio
La cappella, vicino all’altare, ospita due capolavori di Caravaggio: la Crocifissione di San Pietro, realizzata intorno al 1601 e la Conversione di San Paolo, dello stesso periodo. Le due tele, dipinte ad olio, furono commissionate a Caravaggio nel settembre del 1600 da Tiberio Cerasi. Ad Annibale Carracci fu invece affidata la pala d’altare raffigurante l’Assunzione della Vergine.

Ingresso Libero
Giorni feriali e Sabato 8.30 – 12.00 / 16.00 – 18.00
Distanza   2 km            25 min.            Bus 628     

I TESORI di ROMA

Roma ha un numero impressionante di Posti e Luoghi da visitare che non basterebbe un anno per poterli vedere. Luoghi di Culto, Piccole Chiese, Monumenti memorabili, Piccoli tesori e gioielli incastonati in ogni angolo. Testimonianze di Artisti Immortali, Papi, Imperatori, Personaggi storici grandi e piccoli che con le loro opere o gesta hanno lasciato il segno. Quindi se avete tempo o il vostro soggiorno ve lo permetterà non perdetevi una passeggiata sull’ Appia Antica ed al Parco degli Acquedotti,  scoprite  le Catacombe, le Terme di Caracalla, la Domus Aurea, la Villa di Adriano a Tivoli o gli scavi archeologici di Ostia Antica, oppure l’ Ara Pacis.  Visitate la Chiesa dei SS Quattro, e quella di San Pietro in Vincoli con la Tomba di Giulio II scolpita da Michelangelo, Sant’Andrea al Quirinale, Sant’Andrea della Valle, Sant’Ignazio, la Scala Santa, la Cappella del monte di Pietà. I Mitrei,  La Casina delle Civette, Piazza Mincio.
Andate a scoprire i capolavori di Michelangelo, Tiepolo, Raffaello, Bernini, Borromini,  i Palazzi, i piccoli e grandi Musei, le Collezioni private, le Fontane,  le Ville ed i Parchi. Roma Sotterranea, le tante curiosità. Molti questi luoghi sono a poco distanza, altri vicinissimi. Non mancate una visita a Palazzo Doria Pamphilj, a  Palazzo Colonna , a Villa Farnesina e tante, tantissime altre meraviglie.

 

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TESORI ARCHEOLOGICI

  

TERME di CARACALLA
PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA
PARCO DEGLI ACQUEDOTTI
MAUSELO di CECILIA METELLA
CASTRUM CAETANI
VILLA di MASSENZIO e MAUSELEO di ROMOLO
VILLA DEI QUINTILI
OSTIA ANTICA
VILLA di ADRIANO a Tivoli

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TERME di CARACALLA
Viale Terme di Caracalla, 52

Uno dei più grandiosi e suggestivi complessi monumentali dell’antica Roma, le Terme di Caracalla impressionano ancora oggi per le possenti strutture murarie spesso conservate fino a notevole altezza.

 Distanza 3,5Km   Bus 628 from Piazza Venezia

Prenotazione obbligatoria.
Roma Pass

PARCO ARCHEOLOGICO DELL’APPIA ANTICA

Biglietto unico: Mausoleo di Cecilia, Metella e Castrum Caetani + Villa dei Quintili.
Ingressi: Via Appia Antica, 161, Via Appia Nuova, 1092, Via Appia Antica, 153

Sulla via Appia oltre ad una magnifica e suggestiva passeggiata e possibile vedere e visitare importanti  monumenti  di diverse epoche.
Il Mauosoleo di Cecilia Metella è un  celebre monumento funerario, e simbolo della via, fu costruito al III miglio su una altura, per ricordare la nobile romana legata per nascita e per matrimonio a due delle più illustri famiglie romane della fine dell’epoca repubblicana. La villa dei Quintili è la villa più estesa del suburbio romano si affacciava sulla campagna con criptoportici, servizi, piccole sale termali, disposti a terrazze, creando una quinta scenografica di grande effetto e solo  in parte riportata alla luce.
La VilIa di Massenzio ed il Mausoleo di Romolo sono un complesso archeologico che si estende tra il secondo e terzo miglio della via Appia Antica è costituito da tre edifici principali: il palazzo, il circo ed il mausoleo dinastico, progettati in una inscindibile unità architettonica per celebrare l’Imperatore Massenzio.

Prenotazione fortemente consigliata con Roma Pass su Prenotazione obbligatoria.s.vivaticket.it.

 Distanza  7,5 km          Bus 118 da Piazza Venezia

PARCO ARCHEOLOGICO di OSTIA ANTICA
Viale dei Romagnoli, 717 (Ostia Antica)

La vasta area degli scavi offre la visione di quella che era la “Porta del Tevere”, naturale estensione di Roma verso il mare. L’antica città, è una testimonianza unica per l’imponenza delle strutture romane conservate e per la comprensione della importanza commerciale ed economica della capitale del mondo antico.

DISTANZA 25 Km   Bus 30  fino a Piramide + Treno Roma Lido (Ostia Antica)

Roma Pass

VILLA ADRIANA TIVOLI         

E’ la villa che l’imperatore Adriano fece costruire per sé e la sua corte nella campagna tiburtina. E’ una testimonianza unica per ampiezza, caratteristiche architettoniche e decorative. Oggi appare come uno straordinario, immenso parco, esteso per oltre 80 ettari, disseminato di grandiose rovine romane, terme e casali del Settecento, in un’atmosfera che conserva ancora gran parte del fascino antico.

Il percorso di visita comprende anche il Teatro marittimo, isoletta artificiale, vera e propria dependance privata dell’imperatore; il complesso del Canopo, costituito da una grande vasca rettangolare circondata da sculture e nella quale si riflette l’affascinante struttura del Serapeo. 
Biglietto 10€ Ingresso gratuito sotto i 18 anni
Biglietto on line www.coopculture.it/ticket

Distanza 40 km
Bus 64 fino a Termini poi Metro B fino a Ponte Mammolo poi Bus Cotral Roma Tivoli via Prenestina

LE CATACOMBE

Le catacombe possono essere una visita speciale.

A Roma ci sono più di sessanta catacombe. Attualmente è possibile visitarne solo alcune.

Le più interessanti certamente sono:

Le Catacombe di San Sebastiano, le Catacombe di San Callisto e quelle di Priscilla.

 


 

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Catacombe di San Sebastiano, Lunghe 12 prendono il  nome da San Sebastiano, un soldato che divenne martire per essersi convertito al Cristianesimo visto che ci siete fate una visita alla Chiesa e godetevi l’ultima opera del Bernini il Salvatore Mundi.
(Via Appia Antica, 136. Aperte dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00. € 8,00

Catacombe di San Callisto, con una rete di gallerie lunghe più di 20 chilometri, le tombe di San Callisto furono il luogo di sepoltura di 16 pontefici e di decine di martiri cristiani. Si tratta della Catacomba più conosciuta e probabilmente la più visitata
Aperte dal giovedì al martedì, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00. € 8

Le Catacombe di Priscilla si trovano lungo la via Salaria, un po’distanti dal centro. Sono alquanto interessanti. Conservano fra l’altro alcuni affreschi risalenti a più di 1800 anni con le prime raffigurazioni della Vergine Maria.

Via Salaria, 430.  Aperte dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.  € 8,00
Catacombe di Domitilla Scoperte nel 1593, queste catacombe di oltre 15 chilometri prendono il nome dalla nipote di Vespasiano.

Via delle Sette Chiese, 280:Aperte dal mercoledì al lunedì, dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00.

Catacombe di Sant’Agnese (Via Nomentana, 349): Sant’Agnese, una martire cristiana, fu sepolta in queste catacombe che successivamente presero il suo nome. Aperte dalle ore 9:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 18:00; chiuse la domenica mattina e il lunedì pomeriggio.

Per le Catacombe di San Calisto e San Sebastiano
Distanza 4 km  Bus 118
Catacombe di Domitilla Bus 716
Catacombe di Priscilla  distanza 8,5 km  Bus 63